Annalisa Di Salvatore

Annalisa Di Salvatore

Lavoro con le parole. Ma non è iniziata così.

Il lavoro di copywriter, cioè di autrice di testi pubblicitari, mi è capitato. Nessuna vocazione precoce al riguardo; nessuna aspirazione a lavorare nel mondo del marketing e della comunicazione pubblicitaria («per carità!»); nessuna dichiarazione d’amore illuminata da una volontà chiara, come quella di chi dice: «Ho sempre voluto con tutte le mie forze fare la copywriter». Io ho sempre voluto con tutte le mie forze scrivere, sì, ma questo non basta per lavorare come copywriter.

Non avevo la formazione e l’esperienza più adatte a lavorare come copywriter, forse. A dirla tutta, io non sapevo nemmeno cosa facesse, un copywriter.

Prima

Avevo – ho ancora, credo, – una bella laurea in lettere, troppe specializzazioni in didattica delle lingue, una curiosità smodata verso la sociolinguistica, e un battesimo professionale come insegnante di italiano per stranieri nelle università di Roma. Lì ho lavorato per cinque anni, correndo da un’aula all’altra. La cosa sembrava talmente seria che mi ci è scappata anche la pubblicazione di un saggio accademico per la ricerca glottodidattica. Caspita.

Sembrava proprio che io e la mia carriera stessimo per sposarci. Pareva sicuro sia a me, sia a chi mi incoraggiava a proseguire. Non lo era.

Dopo

Mi chiamo Annalisa e faccio Job Hopping. Oggi sono chiamati Job Hopper quelli che cambiano spesso vita e lavoro. Probabilmente, io sono una di loro. Oppure sono una creatura multipotenziale, come piace dire a tutti coloro che sono Job Hopper per gusto o per necessità. Non lo so.

Dopo la vita accademica a Roma, comunque, mi sono dedicata alla gestione d’impresa. Ho diretto per quattro anni la Helen Doron® English di Ascoli Piceno, nel ruolo di manager. Come sia capitato, a volte me lo chiedo ancora, ma la cosa più rilevante da dire al riguardo è che ho imparato una raffica di cose nuove.

Durante questa esperienza, mi sono dedicata alla scrittura pubblicitaria e professionale, e ho scritto tutto, davvero tutto quello che mi è capitato fra le mani: brochure, testi per pagine di siti web, blog post, headline, report, case study, post di pagine Facebook, newsletter, pay-off e rognosi pulsanti Call-To-Action.

E sono andata in crisi.

Avevo sempre avuto un rapporto felice con la scrittura narrativa, ma quella è un’altra cosa. Io scrivevo raccontini e leggevo romanzoni. Qui, con le parole e con i fatti, c’era da ricominciare quasi da capo. Scrivendo, studiando, sbagliando, osservando gli altri, ho intuito che quello che stavo facendo, e che mi piaceva pure, assomigliava al lavoro del copywriter.

Allora ho deciso di farlo in maniera più seria e, siccome non ho mai abbandonato il vizio della formazione, mi sono messa a studiare per diventare più brava di altri.

Adesso

Nel 2019 ho fondato lo studio di comunicazione ViaColombo insieme a Simone Volpini, che poi è anche il mio compagno, almeno fino a questo momento (sono le 19:08 di venerdì 7 febbraio 2020).

Dalla mia originaria formazione umanistica all’analisi delle metriche di campagne Facebook, sono passati più di dieci anni, cioè un attimo.

Domani

Non lo so. Magari cambierò di nuovo lavoro.

Ma ovunque porterei con me la scrittura, unico interesse costante e capace di coinvolgermi davvero, in profondità. Il fatto che, col tempo, sia diventato anche un lavoro, lo trovo fortuito. Prima che un lavoro, scrivere è l’atto in cui mi manifesto meglio.